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E se a 40-something arredassi la casa secondo le regole del Feng Shui? Ecco 5 regole

04/11/2016

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La casa è il nostro quartier generale. È la base da cui parte tutto. È la nostra finestra sul mondo. Sia che tu ci dorma soltanto, sia che tu ci lavori, è importante che tra le mura ci sia armonia. Abbiamo bisogno di esternare e comunicare all’altro chi siamo, nei nostri aspetti sia positivi che negativi. Lo facciamo con il look, quando scegliamo un abito piuttosto che un jeans o una gonna. Lo facciamo con la casa attraverso l’arredamento.


Michaela K. Bellisario Glam40
by Michaela K. Bellisari
o from Milan

 

Le case parlano, producono emozioni, custodiscono tracce del nostro passaggio umano. Prova ad ascoltarla, di notte, nel silenzio. Mi dirai: siamo tanti in casa: mio marito, il mio compagno, i miei bambini. Aiuto, non posso farcela.

«Non volendo scendere nel particolareggiato e più impegnativo principio del tai ch’ì (equilibrio in casa), è sufficiente capire che se ci riempiamo di troppe cose che non ci servono, finisce che la casa diventa proprietà di queste cose e non più nostra» spiega Mara Pelizza, insegnante e consulente di Feng Shui, autrice del primo libro di esperti italiani sul tema.


5 regole per una casa armonizzata secondo il Feng 
Shui

1. Pulire prima di tutto

«Il primo consiglio che mi sento di dare è pulire la casa. Pulirla a fondo, togliere la polvere, le ragnatele, lo sporco negli angoli, sui vetri etc… Poi chiedersi, stanza per stanza: mi serve proprio quel soprammobile? Rovista nei cassetti. Metti ordine tra i fogli ammucchiati sulla scrivania. Cosa ne facciamo del servizio da tè della nonna mai usato? E delle bomboniere inutili? Guarda i libri sulle mensole, nido ideale per ragni e polvere.

Che fare allora? La parola magica nel Feng Shui è regalare. Dar via le cose che sono in più in casa. Lasciar andare il passato per far spazio al presente, a nuove cose. Far circolare l’energia. La casa ha bisogno di ‘respirare’. Dobbiamo imparare a lasciar andare ciò che è stato per far spazio a ciò che è adesso, a nuove cose. Far circolare l’energia».

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2. I colori

«Ci sono colori caldi e colori freddi. Perché? Perché alcuni ricordano il sole e altri il freddo della notte. I colori caldi vanno bene nelle stanze dedicate al giorno, come la cucina e il salotto, lo studio e l’ingresso della casa. Via libera allora al giallo in cucina (da evitare il rosso però perché altrimenti sarebbe troppo e il troppo si trasforma nel suo opposto per l’arte orientale); all’arancio, ma anche al verde in salotto e all’ingresso; al giallo in studio.

Mentre in camera da letto dovrebbe regnare la serenità per accompagnare il sonno. Quindi bene il celeste e il blu. In ogni stanza va bene sicuramente anche il bianco, ma è necessario, per ristabilire un sano equilibrio, che ci siano delle “macchie di colore evidente”, come il divano o i mobili della cucina (per questi vale lo stesso principio dei colori di cui sopra)».

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3. Angoli energetici

«Tutta la casa dev’essere “energetica”, cioè fonte di nostro nutrimento. Al contrario, se abbiamo una casa molto grande e/o stanze che non usiamo mai, ecco allora che diventa un problema da risolvere. Mi spiego. È come se tu non utilizzassi una parte del tuo corpo, una mano, un braccio, una gamba. Prima o poi finisce che questa parte si atrofizza e non funziona più bene, mettendo in disequilibrio l’intero tuo corpo.

Lo stesso succede in casa. Se facciamo in modo di “dimenticarci di una stanza” ecco allora che piano piano si andrà a creare disequilibrio in tutta l’abitazione. Quindi è consigliabile utilizzare tutte le stanze della casa, renderle vive, amarle e perché no, anche accarezzarle di tanto in tanto. Da bambini purtroppo ci hanno insegnato a «non toccare i muri perché altrimenti li sporchiamo». Riprendiamo quest’abitudine fanciullesca per riprenderci il nostro spazio».

4. La porta d’ingresso

«Deve aprirsi bene, senza difficoltà nella serratura e senza “ostacoli” che impediscano di aprirla completamente. L’ingresso rappresenta la “bocca della nostra casa”. Da lì entra il “ch’ì”, ovvero il respiro della casa. Se la casa respira bene, stiamo anche noi bene al suo interno».

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5. Il trucco della luce accesa

«Se la nostra casa ci “coccola” ci sentiremo più amati e più predisposti al contatto con l’altro. Per chi vive da solo, un escamotage per ricreare il “calore della famiglia e l’accoglienza” è questo: fare in modo che al nostro arrivo, specialmente d’inverno quando viene buio presto, ci sia ad aspettarci una luce accesa. Magari una luce calda, con un timer che si accenda una mezz’ora prima del nostro ritorno. In questo modo ci sentiremo senza dubbio più accolti e amati dall’universo». 

Estratto dal libro, “Glam a 40 anni” di Michaela K. Bellisario (Morellini Editore)

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