Beauty & Health Tips

Rughe a 40 anni. Intervista a Chiara Catalani di Zoé Cosmetics, azienda specializzata in creme anti-age

02/10/2017


«Non mi piacciono i 50 anni. E non mi piacciono le rughe», ha detto di recente Carla Bruni, ex modella ed ex première dame francese che durante l’ultima settimana della moda milanese è tornata sulle passerelle, chiamata a sfilare da Donatella Versace, insieme alle altre top degli anni ’90, per ricordare il fratello Gianni 

 

by Annalisa Misceo for Glam40

Carla Bruni non è la sola a non amare le sue rughe. Altrimenti non si spiegherebbe perché il mercato dei prodotti antiage è, nel settore cosmetico, quello più fiorente e in continuo sviluppo. Ma – chirurgia a parte – è davvero possibile contrastare l’invecchiamento cutaneo? Oppure quando spuntano le prime rughe è già troppo tardi?

«Riparare si può», dice a Glam40 la dottoressa Chiara Catalani, 38enne farmacista e cosmetologa specializzata all’università di Siena, e co-fondatrice di Zoè Cosmetics, azienda di Latina che alla creazione di prodotti anti-età dedica gran parte della sua attività di ricerca e produzione. «La pelle non ha un’età anagrafica. E non c’è un’età precisa in cui bisogna cominciare a prevenire le rughe. L’invecchiamento comincia a 15 anni, quindi, dovremmo dire che bisogna iniziare a fare prevenzione fin da subito. Però, c’è chi a 30 anni ha già il viso molto segnato e chi invece a 40 ha solo segni di espressione. È effettivamente molto soggettivo. Per questo noi abbiamo creato dei trattamenti che rispondono sia a esigenze di correzione sia a esigenze di prevenzione».

Qual è, da esperta, la beauty routine più efficace per una quarantenne?

«La stessa che bisognerebbe seguire anche a 20 e a 60 anni: il primo passo è sempre una profonda detersione. Prestando attenzione ai prodotti usati: noi abbiamo studiato formule, anche nei prodotti detergenti, che contengono elementi antinvecchiamento e che non alterano il Ph della pelle. Dopo la detersione, poi, è sempre meglio applicare un siero, e quindi la crema, diversa per il giorno e per la notte. Una o due volte alla settimana, infine, si può pensare a trattamenti complementari come una maschera scrub o una maschera lifting, la nostra la presenteremo alla stampa tra qualche mese».

Intanto, però, avete appena lanciato la linea antiaging: siero, crema giorno e crema notte. Qual è la novità?

«La nostra sfida è stata quella di realizzare cosmetici che avessero tutte le caratteristiche richieste dalla pelle, quindi: efficacia, naturalità e sicurezza. Dopo anni di studi e ricerca siamo riusciti a creare prodotti, come il siero liftante Mirabilift e i trattamenti antirughe giorno e notte, che pur essendo di comprovata efficacia, sono assolutamente privi di coloranti, paraffine, siliconi e parabeni e hanno formule composte di percentuali di attivi naturali che vanno dal 93 al 100%, secondo gli standard Icea. In natura c’è tutto quello che ci serve, sta al formulatore trovarlo e saperlo utilizzare e veicolare».

L’attenzione all’ambiente è un’altra delle caratteristiche di Zoè Cosmetics.

«I nostri prodotti sono tutti certificati VeganOk e Icea (Istituto per la certificazione etica e ambientale) per conto della Lav (Lega antivivisezione), quindi assolutamente non testati sugli animali. Ma la nostra attenzione è anche nel packaging: per esempio, abbiamo eliminato il cellophane e i foglietti illustrativi».

L’obiettivo è insomma la “cosm-etica”, in tutti i sensi. Come nasce Zoè Cosmetics?

«Studiare la chimica dei prodotti cosmetici è sempre stato il mio sogno. Un sogno che, grazie all’aiuto di mio fratello Paolo e di mio marito Luca Iaccarino, entrambi farmacisti come me, è diventato realtà. Il nostro progetto è nato sette anni fa, anni di lavoro, studio e ricerca, finché nel 2015 abbiamo cominciato a distribuire i nostri prodotti, prima a Latina, la nostra città, poi nel Lazio, in Toscana e quindi su tutto il territorio nazionale. Come spiegavo prima, volevamo creare qualcosa che pur essendo totalmente naturale, fosse efficace tanto quanto i cosmetici che non sono “green”. Così è nata Zoè, che in greco vuol dire vita».

Tre giovani che mettono su un’azienda in Italia sono una rarità. Come siete riusciti in un momento di crisi?

«Con tanto duro lavoro. Siamo partiti da un prestito per l’imprenditoria under 35 a cui abbiamo aggiunto le risorse personali di ciascuno di noi. Poi, tutto quello che entrava lo abbiamo reinvestito per far crescere la nostra azienda. Non è stato facile e ci siamo impegnati a fondo per mettere su un’azienda che si occupa in prima persona di tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla ricerca alla distribuzione».

Uno dei suoi soci, ha detto, è suo marito…

«Sì, ci siamo conosciuti all’università e siamo sposati da nove anni».

Non c’è il rischio di commistioni casa-lavoro, lavoro-casa?

«Ma no! È un lavoro che entrambi amiamo e lo portiamo a casa con piacere. Luca ha scelto di condividere con me questo sogno e questo progetto e quando il lavoro è un sogno, per giunta condiviso, non c’è più distinzione tra vita privata e vita professionale. L’importante è rispettare i ruoli. In casa e in azienda».

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