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Il caso Brigitte Macron: come vestirsi a 40, 50 e 60 anni? Intervista alla psicologa della moda Paola Pizza

11/10/2017

Brigitte Macron di recente è stata criticata per aver indossato una minigonna a un evento istituzionale. Lei ha belle gambe e punta su quelle. Eppure molti non sono d’accordo.  C’è un limite oltre il quale non si può andare?  Ne abbiamo parlato con Paola Pizza, psicologa della moda e autrice di libri come Abiti e tacchi. Il potere della moda

 

by Michaela K. Bellisario for Glam40

 

«Non c’è dubbio che Brigitte Macron abbia belle gambe.  Con i suoi look sbarazzini e giovanili mostra un buon rapporto con il proprio corpo e la sicurezza di sé di chi si sente amata e desiderata. Un abito può piacerci o non piacerci (dipende dal gusto personale), ma quando ci si lascia prendere dal criticismo moraleggiante e ci si rifugia nella mania di controllo delle regole ferree su cosa si può o non si può indossare, è un’altra storia. 

Dietro l’eccesso di criticismo c’è sempre una paura rimossa.  Su Brigitte Macron vengono proiettate le ansie relative alla sessualità e le caratteristiche ombra individuali», spiega Paola Pizza, autrice anche di Psicologia sociale della moda (QuiEdit), e del blog www.psicologiadellamoda.com

Paola Pizza

A 60 anni, Paola, non ci si dovrebbe più esporre?

«Ma chi ha detto che dopo una determinata età le donne devono rinunciare alla sessualità? Qualcuno pensa ancora (come agli inizi del secolo passato), che a una certa età il corpo debba essere nascosto? Preferisco di gran lunga la libertà, la sensualità e l’unicità espressa da Brigitte Macron con i suoi look giovanili, che gli abitini longuette e perfettini di chi usa gli abiti come  maschera di ruolo, rinunciando a esprimere la propria identità. 

L’unico limite, secondo me, è quello della moda assertiva: tu hai il diritto di esprimere ciò che vuoi attraverso gli abiti e gli accessori, purché questo non danneggi nessun altro. E non mi pare che le minigonne di Brigitte ledano il diritto di qualcuno!».

A Milano sono tornate le supermodel, sia pure per un elogio a Versace. In forma, sexy ed attraenti. E si riapre il dibattito sulle 40enni. Come se solo le figlie fossero portatrici sane di bellezza e corpi statuari. 

«La bellezza non ha età, e sta nella nostra mente. Chapeau alle supermodel sensuali e statuarie, una gioia per la vista, ma lo stile viene da dentro, e non importa se c’è qualche ruga, qualche chilo in più, o qualche capello grigio. La ricerca della perfezione e di un aspetto esteriore patinato e senza difetti sono le premesse per stress, disagio e infelicità.

Quanta bellezza c’è in un corpo maturo che si ama e sa farsi amare, che esprime positività e energia!  Le imperfezioni posso essere un punto di forza e le radicate convinzioni sui canoni della bellezza vanno ribaltate: viva la diversità!  La bellezza è dentro di noi e possiamo comunicarlo con la moda!».

 


Dai 40 anni in poi si tende a diffondere diktat socialmente riconosciuti: la gonna sotto le ginocchia, maglioni over se si è leggermente sovrappeso. C’è una moda per ogni età, a 30, 40 e 50 anni?

«Credo che debba esserci una moda per ogni persona e non per ogni età. Per essere davvero eleganti è necessario partire dalla psiche, da ciò che si ha dentro. Solo così possiamo rendere bello e interessante ciò che sta fuori. L’errore che viene spesso fatto nella consulenza di moda è quello di sostituire il parere personale e le facili schematizzazioni (che danno sicurezza solo a chi sa poco!) alla vera identità delle persone, privilegiando solo l’apparenza.

Psycho Styling è una forma innovativa di consulenza (sulla quale lavoro insieme alla consulente di immagine Maria Cristina Giordano) che parte dalla psiche per costruire attraverso abiti, accessori, forme e colori, una comunicazione di sé che renda unici. Attraverso il metodo di Psycho Styling aiutiamo le clienti a creare un link tra gli stati più profondi del sé e il mondo esterno, e a usare la moda per essere autonome, libere, felici e sicure di sé ad ogni età.»

Come diceva Coco Chanel, dopo i 40 anni non si è più giovani, ma si può essere irresistibili a tutte le età. E allora via libera agli abiti scelti per piacere e per piacersi, e per provare il gusto di essere ancora al centro della scena e farsi guardare. Si possono osare i colori, gli accessori, gli stili, gli abbinamenti. È fondamentale scegliere quello che ci fa sentire bene, senza temere il giudizio degli altri. Più si usa la moda per esprimere la propria identità, più gli altri ne rimangono ammaliati. L’unico vincolo è il contesto che può rendere più adeguato un abito o un altro, per il resto si può osare. 


Dopo i 50 le forme spesso cambiano e si finisce nella moda curvy. Vanessa Incontrada di recente ha detto di “non voler più sentire questa etichetta” perché le donne sono donne e basta.

Ne sono convinta. Gli stilisti non dovrebbero penalizzare chi non ha la 44, e soprattutto non dovrebbero pensare che chi non è giovane e snella abbia bisogno di abiti che coprono il corpo.Che tristezza certi negozi (e certe sfilate!) che non sanno far sognare e propongono per le over sempre e solo abiti tradizionali nei colori scuri o sfumati! Continuano a non considerare che oltre ai ruoli di accudimento, madre, moglie e figlia, ci sono quelli di amante, donna seduttiva, lavoratrice realizzata, sportiva…

Le donne hanno un corpo, una identità, e desideri a tutte le età. Perché dimenticarlo?

 

Cos’è la moda, allora, e come va interpretata?

La moda è uno stupendo mezzo per esprimere la nostra identità, e se ben usata, è una vera e propria terapia per la felicità. Abiti e accessori sono come un io-pelle, una pelle contenitiva che ci permette di rivelare agli altri tutto il buono che abbiamo dentro. Rappresentano un transfert che attualizza gli affetti e fa parlare l’inconscio. Ritengo che il più grande potere della moda (come ho scritto nel mio libro Abiti e tacchi. Il potere della moda) sia quello di darci la libertà di esprimere la nostra vera identità.

Siamo solo noi a dover decidere se “l’opera d’arte” del nostro sé deve essere originale, o una imitazione, frutto dell’impegno personale, o della decisione degli altri. Tra le tante affascinanti offerte della moda, ognuna di noi può scegliere quello che serve a creare il quadro di insieme che comunica la propria unicità.

Per essere felici con la moda, è necessario puntare ad una strategia: costruire il proprio personale e originale progetto comunicativo, partendo da dentro, dalla nostra identità. Solo così si può passare da apparire in forma a essere in forma.

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