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Il Guardaroba Perfetto a 40 anni. Con la professional organizer Daniela Faggion

04/08/2016

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Visto che le vacanze sono un’ottima occasione per aprire l’armadio e riassumerne il meglio nello spazio di una valigia, quale momento migliore per selezionare, ripulire e riordinare il nostro scrigno? I vantaggi immediati sono almeno due: partire con le idee più chiare e un’attitudine già più leggera; tornare senza dover litigare subito con il guardaroba.daniela_faggion_glam40

di Daniela Faggion, Professional Organizer for Glam40

Questo esercizio estivo può diventare la prima palestra per cambiare pian piano tutti quei vecchi habits che ci trasciniamo di stagione in stagione proprio come i vecchi abiti, convinte che ci facciano sentire a nostro agio mentre in realtà non fanno che sancire un guinzaglio con il nostro passato.

A lungo l’armadio è stato il primo posto in cui mi sono recata la mattina, il primo ambiente di decisioni irrevocabili, l’anticamera di una lunga giornata di scelte. Da quando è nato mio figlio Leo, incontro l’armadio fugacemente, un po’ come se fosse un amante, con un tempo molto limitato e nessuna possibilità che lui si apra a me completamente, sempre con la necessità di decisioni chirurgiche e predittive dell’umore e del clima del giorno dopo, perché i cambi in corsa sono consentiti solo in caso di bufere.

Poche pippe insomma, si direbbe dalle mie emiliane parti: la razionalità è diventata la lanterna di Diogene per continuare a essere glam anche senza avere più tutto il tempo necessario a studiare i look per le diverse occasioni. Purtroppo non sono ancora riuscita nell’impresa ascetica di coloro che hanno la “divisa” per il lavoro e quella per il tempo libero (la T-shirt nera di Armani o quella grigia su jeans di Zuckerberg, per capirci), ma certo la necessità di limitare i fronzoli (soprattutto mentali) è stata un fantastico monito a sfruttare al meglio e il meglio dei miei vestiti, oltre ad abbattere la drammatica statistica secondo cui usiamo solo il 20% di quanto è presente nel nostro armadio.

Ecco alcuni effetti:

– antirughe: sembro sempre più giovane, perché non indosso più nulla che mi leghi non solo al secolo (e al millennio) scorso, ma nemmeno allo scorso decennio.

– antistress: ho la situazione sotto controllo e capisco molto rapidamente se mi manca qualcosa di fondamentale. Quindi decido più rapidamente quando vado a fare shopping e mi concedo qualche lusso in più, perché so che sto acquistando qualcosa che mi serve veramente.

– antipanico: “cambio dell’armadio non ti temo”, perché ho molte meno cose da spostare. L’obiettivo potrebbe essere quello di non farlo più, ma in fondo un paio di volte l’anno il rituale del “gira la moda” per vedere che cosa vada ancora bene e che cosa no è pur sempre utile a tenere sotto controllo il peso e la forma (che dopo i 40 non sempre si incontrano). Per giunta, con un numero limitato di capi e accessori ben scelti, molti arrivano a fine stagione già a fine corsa, sollevandomi dalla decisione in merito al loro destino: sono già nel sacco del riciclo benefico.

Fin qui l’adrenalina, ma so benissimo che l’impresa che mi ha portato a questo è stata davvero impegnativa, soprattutto dal punto di vista psicologico, perché tutte abbiamo una mammina da qualche parte del cervello che ci dice: “Tienilo, non si sa mai”. Non è vero. Si sa. Lo sai, ma non te lo vuoi dire. E a chi mi confessa questo imbarazzo la mammina e la professional organizer che sono io riserva invece 5 glam tips per l’armadio dei sogni (qualcuno applicabile – con una certa dose di paraculaggine femminile – anche al più inamovibile dei fidanzati).

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1 – No guilty, no mercy

Avete una giacca da più di vent’anni. Vi stava benissimo. Solo che Kurt Cobain era ancora vivo e lo smartphone non esisteva ancora. Va bene, vi sta ancora, ma quante volte all’anno l’avete indossata negli ultimi 5 anni? Più di 10 volte? Ok, avete vinto… ma se per caso ci ripensate e volete fare meglio i conti per dirmi che l’avete indossata solo fra le pareti della vostra camera allora non abbiate alcuna pietà. E il “ricordo”? Adesso gli smartphone ci sono: fate una bella foto al capo e una al capo indossato. Questa seconda di solito la cancellerete dopo un secondo e mezzo perché non vi ci vedrete più. Non sentitevi in colpa, siate felici che il tempo è passato, perché il vostro tempo è il presente. E poi con tutti i gruppi di scambio/regalo/solidarietà, social e non, praticamente non butterete via nulla. Rimetterete in circolo le energie e vi sentirete già meglio solo per questo. Armadiasana.

2 – To be or not “to be (no)”

Avete preso qualche chilo, o forse no, ma il tubino con cui avete sedotto il vostro fidanzato non vi sta più come un tempo (e con l’abito le t-shirt con il nodo sull’ombelico, gli shorts inguinali e quella scollatura da capogiro con cui avete ottenuto l’autografo dei vostri sogni). Davvero volete ricordare che non siete più quelle di una volta ogni volta che aprite l’armadio?! Fate una bella foto (in questo caso eviterei quella con il capo incriminato addosso), una bella corsa e scegliete solo quello che vi fa sentire sexy e attraenti ora.

3 – 3, 2 ,1 ignition

Per sistemare l’armadio la guru giapponese dello space clearing Marie Kondo suggerisce di raccogliere tutti i vestiti di casa – dall’armadio ai cassetti ai ripostigli – in una stessa stanza e di procedere poi alla selezione. Sicuramente questo metodo consente di identificare il problema nel suo complesso ma, oltre a porvi il dilemma di dove dormire quella sera se per caso la stanza è la camera e il letto è seppellito sotto quintali di roba, rischia di stancare e frustrare fortemente chi lo applica, soprattutto se a fianco non ha un’organizzatrice professionista come Kondo. Dal mio punto di vista è meglio procedere “a strati” ma in maniera continuativa e metodica. Un timer da cucina aiuta a dare il ritmo e costringe a una pausa liberatoria almeno una volta all’ora: proprio l’ora può essere l’unità di misura ideale dello sforzo, un po’ come una session di sport. Se tenete famiglia, lavoro, o famiglia e lavoro, molto difficilmente avrete tre giorni liberi a disposizione in fila. Però non rimandate, il vostro glamour sta soffocando sotto una montagna di t-shirt stinte e jeans fuori moda.

4 – Tutti per uno, 3 x 1

Questo consiglio vale soprattutto per il “mantenimento”. Avete fatto i compiti delle vacanze ma siete delle shop-aholic senza scampo e quella gonna (scarpa, T-shirt, bla bla…) vi chiama dalla vetrina come una sirena di Ulisse ogni volta che passate. Fermatevi. Andate a casa e aprite l’armadio: prima di acquistarla dovete essere in grado di eliminare tre gonne (scarpe, T-shirt, bla bla…) che possedete ma non usate. Perché il rischio che il nuovo capo vada ad affiancarle nel dimenticatoio è molto alto. Lo so, è molto talebano, ma con i completi (mai messi) del mio fidanzato ha funzionato egregiamente in cambio di un nuovo parco giacche. E anche con il mio cassetto della biancheria intima.

5 – Praticate, gente, praticate!

L’ordine e la pulizia non sono definitivi. Come fate sport, state a dieta, vi lavate, truccate e parruccate con una certa frequenza, così dovrete praticare l’arte del decluttering con una certa costanza. Ma è un po’ come correre, l’importante è cominciare, come scrive la glammissima Annalisa Misceo in questo sito.

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