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Il rossetto rosso a 40 anni sta bene a tutte (io, però, lo porto solo dopo le 18)

09/08/2016

miki 3Confesso che sono sempre stata affascinata dal modo in cui le francesi portano il rossetto rosso. Non so perché, ma ne sono maestre.

by Michaela K. Bellisario from Milan

Ricordate l’ex “premiere dame”, Valérie Trierweiler, la compagna del presidente francese Hollande? Non suscitava particolare empatia come donna (finché, ahimé, non è stata liquidata per un’attrice più giovane), ma il suo “rosso” le illuminava davvero il viso. Ne ho provati tantissimi di rossetti, sbagliando sempre. Non erano mai della “mia” nuance. E sempre troppo shimmer e gloss. Per quarant’anni è andata avanti così.

Volevo anch’io il “mio” rosso.

Un giorno, una beauty editor del mio giornale, mossa da compassione, ha tirato fuori un rossetto opaco dall’armadio “magico” della redazione bellezza (quello in cui sono custoditi tutti i prodotti che poi verranno utilizzati per i servizi fotografici). Poi sulla base dei miei occhi (azzurro-grigio) e dei miei capelli (biondi) ha studiato il mio sottotono che è risultato “freddo”; il sottotono, mi ha spiegato, è proprio il colore di base che determina se siamo più “gialle” (sottotono caldo), “rosa” (sottotono freddo) o ”grigie” (sottotono neutro). Mi si è aperto un mondo. Lo ammetto, in ritardo. Dove avevo vissuto fino a quel momento, considerato che lavoravo in un magazine femminile?

Adesso uso solo matt super asciutti e vellutati.

Ora sono diventata una consumatrice compulsiva di rossetti rossi mat. Da anni alterno i leggendari rossetti Mac: il Russian Red, un rosso porpora intenso e corposo e il Ruby Woo, un rosso vivace e super opaco dal finish retro matte. Il Russian Red è consigliato per le carnagioni più calde, mentre il Ruby Woo, tendente più al fragola, è più indicato per sottotoni freddi (ed è anche quello che mi sta meglio, lo uso la sera con trucco smokey). Va usato, però, con primer e matita perché tende a seccare le labbra. Il Russian Red, introdotto da Mac negli anni 80, è diventato celebre grazie a Madonna che lo ha usato durante il tour di “Like a Virgin”. Mai senza.

Presa da una folle curiosità, ho appena comprato anche il 715 Ruby Tuesday di Max Factor e, come dire, mi sono presa una cotta (ricambiata, per fortuna): lo trovo estremamente chic. Ho provato (ma non comprato, ancora) anche il 720 Scarlet Ghost della stessa casa cosmetica, che però è molto più freddo rispetto a “Ruby Tuesday”, più caldo e acceso.

L’importante è il sottotono

La ricerca del Rosso Perfetto non finisce mai, comunque, un po’ come la ricerca dell’anima gemella. 
Ho altri rossetti in lista d’attesa: “39 La Somptueuse” (linea Rouge Allure Velvet) e “98 Coromandel” (linea Rouge Allure) di Chanel. Il primo è un rosso più classico, il secondo è più aranciato. L’altro giorno sono rimasta estasiata dal rosso esibito da una mia amica. Era il red Lizard di Nars. Scalpito per provarlo.

Sono convinta che il rossetto rosso possa essere indossato da tutte le 40enni.
Mentre scrivo porto il Russian Red sulle labbra. Mi fa sentire molto sofisticata. Sono le 18 e da anni ho una regola: stendo il rossetto rosso solo dopo le sei di pomeriggio.

Perché? Ma chérie: devo pur crearmi una leggenda.

(L’articolo è un estratto del mio nuovo libro “Glam a 40 anni” , in uscita il 20 ottobre per Morellini editore. Clicca qua per consultare la casa editrice).

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