Fashion Emergency, Professional Organizer

La professional organizer Daniela Faggion, “5 modi per mantenere i buoni propositi”

20/10/2016

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“Il punto è che non credo mi basti una professional organizer, credo occorra direttamente un esorcista per la mia agenda! Ho una to-do-list sempre aggiornata e quindi sempre più lunga, mi sento sempre in rincorsa e alla fine non trovo mai tempo per andare in palestra o al cinema (io nei buoni propositi ce li metto sempre). Più che “glam” mi sento “dramm”…”: dove finiscono i miei buoni propositi?

Simona F. – Desperate 40something

di Daniela Faggion, Professional Organizer for Glam40


Simona, l’autocritica ironica è sempre un primo passo vincente,
quindi parti dalla fantastica sensazione di essere sulla buona strada. Poi, facciamo un sondaggio per sentirci meno sole. Care Glam40s, come procedono i buoni propositi fatti al ritorno dalle vacanze? Che cosa ne è stato della “palestra tre volte la settimana”, della ristrutturazione da far partire a breve, della ricerca di un nuovo lavoro o della riscrittura del curriculum?

Se i buoni propositi si sono già infranti sugli scogli delle vecchie abitudini, proviamo a capire quali sono gli errori più frequenti nella nostra organizzazione quotidiana, così da delineare i nostri consueti 5 Glam Tips per diventare più brave (attenzione: NON perfette, semplicemente migliori di quello che siamo state finora).

1) Uno alla volta, per carità!

Un problema molto femminile è la vocazione (forzata) al multitasking e/o alla perfezione su più fronti. Quando sei 40-something dovresti aver già capito che non ne vale la pena… e soprattutto che non è possibile, quindi: rilassati :-). Metti in fila le cose da fare, non sovrapporle: il rischio di distrarti, fare tutto male e perdere ancora più tempo è enorme. Se il compito che devi affrontare è particolarmente complesso, suddividilo in fasi e svolgile in ordine, una alla volta, proprio come quando pratichi uno sport (mica corri facendo i pesi…).

2) Chi fa da sé… ne fa almeno tre

Benissimo la to-do-list, io adoro averla su carta per poi cancellare con più soddisfazione le cose fatte… Ma, non affrontare ogni giornata con tutta la lista sottomano: finiresti per fare solo le cose più semplici e rimandare quelle più complesse. La parola magica è calendarizzare. Ogni sera dedica almeno 15 minuti all’organizzazione del giorno dopo: oltre al lavoro, alla cura della famiglia e della tua persona, inserisci almeno tre cose che non vuoi/puoi più rimandare, magari individuando già l’orario possibile così da delineare già il percorso (fisico o virtuale) per portare a termine la missione.

Quando fai il punto della giornata, ricolloca immediatamente quanto non hai svolto: non dovrebbe accadere, perché sono cose che hai stabilito di non dover più rimandare, ma magari esiste un impedimento reale che puoi inquadrare e cercare di risolvere.

3) La vita è un pomodoro

Tanti anni fa uno studente universitario cercò un metodo per essere più efficiente. Decise allora di lavorare a blocchi di mezz’ora, con 5 minuti di intervallo richiamati dal timer da cucina (il suo, in particolare, era a forma di pomodoro). E di essere molto diligente. Il suo rendimento migliorò parecchio, innescando un circolo virtuoso su tutto il resto.

Il motivo della riuscita è duplice: da un lato, il ticchettio pare dia un ritmo inconscio; dall’altro, ogni mezz’ora è fisiologicamente bene sgranchire gambe e cervello, meglio ancora con due passi all’aria aperta (no, non per fumare).

4) Corvo Rosso, non avrai il mio scalpo

Spesso i nostri piani di lavorano saltano per colpa di altri: riunioni chilometriche, gente che adora ascoltarsi e che parla all’infinito, vecchi rituali che si perpetuano in un’epoca che viaggia a ritmo di Snapchat, non di PowerPoint. Se anche tu hai a che fare con qualche Corvo Rosso che ipoteca il tuo tempo indebitamente, cerca di:

  • mettere in chiaro dall’inizio che hai solo un tot di tempo a disposizione
  • non sederti, né far accomodare
  • se puoi, lavora con le cuffie (ottimo deterrente a romperti le scatole)
  • whatsappa a fidanzato/amico/genitore: CHIAMAMI IMMEDIATAMENTE facendo passare il trillo per una chiamata di lavoro (lo riconosco, è scorretto, ma non più di chi ti fa perdere tempo per nulla).

5) Dai social mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io

Poiché sono ormai parte del quotidiano professionale di molte persone, è molto difficile dare consigli di utilizzo di un ambito così fluttuante e variopinto come i Social network. Certo, non serve che sia io a dire la spugna di tempo che sono, spesso davvero inutilmente.

Quando ho cominciato a occuparmi di organizzazione, ad esempio, ho disinstallato l’applicazione Facebook dallo smartphone: non me ne voglia Zuckerberg, non ho bandito il social network dalla mia vita, ma ogni volta che vi accedo (ormai solo dal computer) clicco “unfollow” su tutte le persone di cui non ho poi così tanta voglia/piacere di conoscere ogni spostamento, spuntino e pensiero critico sull’acne giovanile.

Altrettanto, cerco di separare i momenti in cui controllo la posta elettronica: al lavoro quella di lavoro, nei cinque minuti di pausa quella personale. Ho anche creato una cartella “vendite online” dove faccio convogliare offerte commerciali, newsletter dei siti a cui sono iscritta, shopping online… e quella viene controllata solo quando sono nel quarto d’ora di svacco completo, senza che l’occhio debba distrarsi ogni volta che apro la posta.

Gli esperti di time management in genere sconsigliano di iniziare la giornata controllando l’email: la nostra agenda non deve essere dettata dalle emergenze ma solo adattarvisi. Chi scopre come difendersi dal gruppo “mamme asilo” su Whatsapp, infine, verrà candidato al prossimo Nobel per la Pace.

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