Glam Stories

Marged Trumper, la nota fashion blogger plus size: «A 40 anni mi accetto e porto il bikini. Che piaccia o no agli altri»

10/08/2016

marged_trumper_glam40
A 40 anni ho sicuramente imparato che l’opinione altrui non è così importante per accettarsi. Con il mio fashion blog, La Diva delle Curve, voglio lanciare un messaggio positivo alle plus size. Il problema, infatti, è sentirsi isolati, non considerati. Chi mi legge e mi segue spesso cerca un esempio in cui ritrovarsi. 

di Marged Trumper for Glam40

1 – Marged, sei una fashion blogger famosa … la vita comincia a 40 anni?

Ho cominciato l’avventura del blog a 35 anni, ma mai prima mi sarei aspettata a questa età di mettermi a parlare di moda prendendomi come esempio e, sicuramente, quando ho cominciato non ho pensato che potesse essere un’avventura lunga e con un riscontro come quello che ha avuto. Non so se la vita cominci a 40 anni, ma di sicuro ho già notato che è un’età che apre davvero nuove prospettive al di là della retorica. Non pensavo avvenisse così, ma appena toccato il traguardo mi sono resa conto che per essere completa avevo solo bisogno di dare attenzione a me stessa, tutto il resto, se deve, viene da sé. A parole lo sapevo già, ma mi facevo scoraggiare facilmente dall’esterno, ora sento una consapevolezza diversa. A volte mi chiedo se avere un percorso comune e lineare come molte altre persone mi avrebbe soddisfatta di più, di sicuro avrei pensato di avere già una vita molto inquadrata e precisa a questa età e invece ho preso dei percorsi molto particolari e inusuali, ma, riflettendoci, non sarebbe potuto essere altrimenti per me che ho sempre bisogno di stimoli nuovi e di fare qualcosa che mi migliori come persona.

2 – Cosa hai imparato nei tuoi primi 40 anni?

Ho sicuramente imparato che l’opinione altrui non è così importante per accettarsi e che le prospettive possono cambiare a seconda del punto di vista in maniera molto decisa. Per esempio, io mi sentivo una persona tutto sommato sicura di sé, conoscevo i miei talenti e le mie capacità e le potenzialità, ma solo negli ultimi dieci anni ho capito che esistevano molti limiti autoimposti che incidevano sulla qualità della mia vita. Per esempio, non amavo vedermi in foto o nello specchio, o andare al mare, ero convinta che molti capi di abbigliamento non fossero per me. Possono sembrare dettagli irrilevanti per una vita soddisfacente, ma incidono sul modo di rapportarsi agli altri, sull’attività fisica, sulle scelte personali e sull’autostima.

Marged_Trumper_Glam40
In questo ha avuto un grande ruolo il mio blog, che per fortuna si è ispirato all’esempio americano e anglosassone e non a quello italiano. Lo dico perché troppo spesso gli italiani considerano il giudizio altrui la cosa più importante, pensano troppo a come vestirsi per compiacere o piacere agli altri, oppure per nascondersi dagli altri, ecc. Per quanto riguarda altri aspetti della mia vita, in questi primi 40 anni ho imparato a vivere da sola, a viaggiare da sola, a dipendere il più possibile da me stessa, anche se non mi è sempre stato possibile farlo per vari motivi, e che le persone che contano nella nostra vita sono quelle che ci migliorano e non quelle che ci fanno stare male, che non importa il loro numero, ma l’effetto che hanno su di noi.
Da ragazzina ero molto avventurosa, prendevo e andavo, mi è successo anche con il mio primo viaggio in India, avevo pochi soldi e non avevo mai viaggiato tutta sola e così lontano. Però mi sono buttata spinta dalla grande attrazione che esercitava su di me a seguito dei miei studi indologici. Allo stesso tempo sono una persona molto prudente, anche se può sembrare un contrasto, ma grazie a questi due aspetti è stato il viaggio più importante della mia vita e quello che ha determinato tutte le mie scelte successive. Ho avuto diversi periodi di crisi nella mia vita, per vicissitudini varie o per problemi di salute, ma ho imparato che il corpo è una macchina efficientissima e ci dice sempre quando le cose non stanno andando come dovrebbero. Spesso il mio si è ribellato quando non stavo seguendo il mio cuore. Ho imparato che il mio cuore da solo sa sempre trovare la strada se non mi faccio distrarre da finti desideri o bisogni. Mi ero creata molte paure e ansie, ma le ho superate tutte quando ho dovuto farlo per seguire qualcosa a cui tenevo davvero.

3 – Hai un blog famoso, La Diva delle Curve, per plus size. Come ti è venuta l’idea?

Ogni volta che ho un momento di stallo, dove mi servono nuovi stimoli, mi lascio ispirare da qualcosa che mi aiuti a ritrovare la strada ed è stato così che ho scoperto che molte ragazze e donne all’estero stavano rivendicando il diritto ad accettarsi, che non significa inneggiare a una forma fisica particolare o renderla un feticcio, ma al contrario, superare i pregiudizi su di sé e gli altri e non lasciarsene limitare. Poi ho pensato che potevo essere utile ad altre persone, specie in italia, dove il settore era (e tuttora è, purtroppo) molto limitato, cosa pessima in un paese in recessione economica. Molte, infatti, mi chiedevano dove acquistassi abbigliamento giovane in taglie grandi, che trovavo all’estero già da prima che esistesse il commercio online. In molte cose sono stata pioniera in italia perché mi piace informarmi senza seguire troppo la massa, ma da noi finché non scoppiano le mode ci si sente sempre delle mosche bianche a seguire il proprio istinto.

Quando ho cominciato eravamo forse in due ad avere un blog di questo tipo in Italia e tutti pensavano fosse un’utopia, ma ho capito che è proprio quello il momento di mettersi in gioco. A oggi il fashion blogging plus size e curvy in italia è un fenomeno ristretto e relegato a internet, ma poco accolto dalle aziende del settore, per questo siamo costrette a comprare online e all’estero o in catene estere. Ovviamente la moda è solo uno spunto per affrontare un tema importante, con altri blogger sulla mia stessa lunghezza ho in progetto delle novità per cementare la community e il nostro messaggio positivo, cosa che ho auspicato e cercato di fare sin dall’inizio, ma in Italia anche questo è molto difficile essendoci poco spirito cooperativo, ma ora so un po’ muovermi e capire chi parla la mia stessa lingua per costituire una vera voce. Il problema, infatti, è sentirsi isolati, non considerati. Chi mi legge e mi segue spesso cerca un esempio in cui ritrovarsi. La maggior parte dei media ufficiali ci fa credere di non essere come le altre donne, ma i nostri bisogni e le nostre esigenze sono esattamente gli stessi e non siamo sole al mondo.

Per esempio, quello di nascondersi è un desiderio indotto e non proviene dalle donne. Si critica il burqa, ma si consiglia a chi è in sovrappeso di indossare solo abiti larghi, coprenti e scuri, anche con il caldo. C’è da chiedersi se non seguendo questi dettami qualcuno ci rimetterà. Io ho deciso di smettere di seguirli, a 30 anni ho scoperto il bikini, gli shorts, lo smanicato e tante altre cose che non consideravo accessibili a me. A parte qualche commento critico sporadico di vecchio stampo poco importante (che alla fine è anche segno che si sta sulla giusta strada) ho scoperto che la mia vita è solo migliorata, molte persone si sono sentite ispirate a vivere la propria vita con meno pesantezza e io mi metto molto più in gioco di quando avevo 20 chili e anni in meno ma più complessi. Non occorre vestirsi con abiti che non ci stanno bene, adesso molte aziende estere adattano tutti i modelli a qualsiasi fisicità e taglia. Purtroppo in italia continuano a dirci che ‘non si può fare’, ma noi blogger proviamo ogni giorno che non è così.

4 – Quali sono i temi che ti stanno più a cuore?

Per quanto riguarda il blog sono quelli dell’accettazione dell’immagine, ho anche la passione della cosmesi naturale, che scelgo da tanti anni, anche quella prima che diventasse da noi di gran ‘moda’.

5 – Sei anche una maestra nell’arte dell’hennè. Questa passione dove nasce?

Nasce in parte dal mio hobby per l’arte in senso lato e, in parte, dalla mia passione più grande che è quella per la cultura indiana che mi circonda a 360 gradi ormai, visto che, oltre ad avere una laurea in hindi, studio anche musica classica indiana da 15 anni, cosa che mi porta il più possibile in India. Negli anni ’90 a Londra ho visto dei disegni con l’henné e ho provato a ricrearli, ovviamente erano un disastro lì per lì perché non sapevo da dove cominciare, ma poi ho cominciato a informarmi e a cercare notizie ed esperti, ho conosciuto una community molto attiva di artisti internazionali e ho imparato moltissimo da loro e sperimentando tanto. Inoltre, nei miei viaggi in India e con i miei studi ho approfondito ulteriormente questo tema e oggi sono forse l’artista italiana con più esperienza in questa forma d’arte. Alcuni progetti che mi stanno a cuore in particolare sono quello in collaborazione con i volontari ospedalieri della mia città per decorare le pazienti oncologiche con le henna crown (corone di hennè), un’esperienza molto in accordo con il tema dell’accettaione dell’immagine che diventa difficile soprattutto nella malattia. La cosa più bella di quest’arte, infatti, è che ti mette in contatto sempre con le persone nei loro momenti più speciali, per esempio di recente a Roma ho realizzato la decorazione per il pancione di una mamma per uno shooting molto intimo e particolare, oppure di recente ho realizzato un disegno per una bravissima campionessa di giochi paralimpici che partecipava a un evento con una delegazione di atleti. Per questo accetto solo di collaborare a progetti artistici e tradizionali, non voglio svilire una forma d’arte antica e piena di significato.

6 – La lezione più dura della tua vita

Su questo purtroppo non ho dubbi a risponere. Sicuramente è stato perdere in adolescenza mio fratello: è stata un’esperienza che mi ha segnato per sempre e che, però, è stata anche quella che mi ha fatto capire che le cose che contano davvero sono poche e vanno coltivate anche a costo di dover rinunciare al consenso di molti o a legami sbagliati. So cosa vuol dire perdere tutto in un attimo, ho purtroppo vissuto alcune altre esperienze che mi hanno ricordato questa lezione, ma nonostante tutto mi sento fortunata perché io posso dire di sapere quali sono le cose che per me contano davvero e che solo il legame puro delle anime è eterno, tutto il resto è passeggero.

7 – Se ti vedi allo specchio chi vedi?

Io vedo ancora una ragazzina, non tanto perché mi senta immatura o pensi di dimostrare meno anni di quelli che ho, ma perché sento di voler ancora imparare tanto come quando si è ancora giovani, in quello non vedo nessuna differenza da 30 o 20 anni fa.

8 – Il tuo più importante rituale di bellezza

Non posso che pensare all’henné che uso anche sui capelli, ovviamente

9 – I 40 sono i nuovi 30, sei d’accordo?

Sicuramente, nella nostra società è così ormai

10 – Il tuo motto oggi

Mai dire mai.

 

You Might Also Like


Vuoi essere più glam@40? Lascia i tuoi dati e sarai inserito nella nostra mailing list
non sarà mai spam