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A Natale le note glam e magiche del Gospel invadono Como

24/12/2017

Una serata evento dedicata al Gospel di Natale. L’ha pensata e organizzata Francesca Ballabio, presidente dell’Associazione Inframente Onlus, che si occupa di violenza a 360°. Perché, dice, «attraverso la musica si possono affrontare anche tematiche molto difficili»

di Giorgia Jenca per Glam40

 

 

 

«La musica ha sempre avuto una parte importante nella mia vita e a Natale il Gospel ha un valore particolare». A parlare è Francesca Ballabio, psicologa psicoterapeuta e presidente dell’Associazione Inframente Onlus che si occupa di violenza a 360 gradi (www.inframente.com), che abbiamo incontrato a Como, in occasione della serata evento organizzata nella splendida cornice della Basilica di San Carpoforo, dedicata a un Gospel di Natale indimenticabile: note vibranti, forti emozioni.
 

Tua l’idea, Francesca, di portare un gruppo Gospel internazionale a Como, ci racconti come è iniziato questo progetto musicale?

Confrontandomi con Fausto Santilli, il presidente dell’associazione Genitori ed ex studenti dell’istituto San Carpoforo è nata l’idea di portare un gruppo Gospel internazionale in occasione del Natale. Conoscendo direttamente gli artisti che mi avevano parlato di questo validissimo progetto musicale si sono potuti incastrare tutti i pezzi del puzzle e realizzare la data di Como.
 

La loro musica colpisce per l’armonia tra le voci e gli strumenti, tu che li hai conosciuti da vicino puoi darci qualche dettaglio in più sulle loro personalità e la scelta di costituire un gruppo Gospel?

 
Sono tutti musicisti abituati a calcare i grandi palchi della scena pop (Renga, Pooh, Jack Jaselli, Malika Ayane e molti altri) quindi hanno un grande talento ma anche una versatilità tecnica che permette loro di strutturare spettacoli più piccoli trovando una sintonia e una coesione che porta a un risultato finale intenso e armonico. L’aspetto più importante è proprio l’umanità che li contraddistingue. Io dico sempre che sono musicisti d’eccezione ma soprattutto persone eccezionali. E questo permette l’ottima performance di cui fruiscono gli spettatori. Nel Gospel ma anche negli altri progetti attivi che vanno dal funk al jazz passando per gli acustici. 
 

Artisti giovani è molto talentuosi in tournée in Europa fanno tappa a Como, qualche curiosità del loro soggiorno in città puoi svelarcela?  

In diverse occasioni ho portato a Como questi e altri musicisti per vari live. Ovviamente, oltre le location degli spettacoli, cerco di far assaporare loro la bellezza della nostra città, anche se il tempo è sempre poco. È diventato ormai un rito fare colazione tutti insieme la mattina dopo lo show in una pasticceria siciliana che li ha conquistati. La prima volta ci siamo finiti per caso ma è stato un momento bello, di condivisione delle emozioni per il live della sera prima, per cui la magia di quel momento ci ha legato al posto. Oltre che la delizia dei cannoli al pistacchio! E ci torniamo sempre! 
 

Il Gospel da sempre rappresenta il vero soul del Natale, ha un significato particolare per te? 

La musica è una mia passione da sempre, ascolto tanti generi e molti artisti tra loro diversi.  Il Gospel sicuramente ha un legame diretto con il Natale ma ho anche un altro ricordo speciale. Un matrimonio di due amici splendidi durante il quale, a sorpresa (anche per gli sposi), dalla scalinata della villa in cui eravamo, si è materializzato un gruppo Gospel che ha creato un’atmosfera unica. E lo sposo era Fausto Santilli, con cui ho collaborato per l’organizzazione del Gospel di San Carpoforo. Mi piace pensare che le cose belle si riconnettano sempre! 
 

Hai fondato un’associazione e ti occupi anche di tematiche sociali ritieni che la musica possa rappresentare un mezzo di comunicazione importante per il nostro futuro? 

 
Sì, 7 anni fa ho fondato l’Associazione Inframente, che si occupa di violenza a 360 gradi. Abbiamo dato vita a tanti progetti, tra cui il TEA (Team Emergenza Antibullismo e Cyberbullismo), uno sportello per le vittime di stalking con consulenza psico- legale gratuita, lavoriamo nelle scuole con studenti, genitori e insegnanti sulle nuove forme della violenza online e molto altro. Da diversi anni organizzo concerti a Como finalizzati alla raccolta fondi per i progetti dell’Associazione Inframente (che si mantiene solo con questi eventi). Mi piace l’idea che tematiche difficili da affrontare possano essere associate all’immediatezza della musica e a serate in cui si fa del bene divertendosi. La qualità degli spettacoli riflette la professionalità che tutti gli operatori di Inframente mettono in gioco. Come i musicisti si uniscono per creare uno spettacolo così noi lavoriamo insieme per un progetto comune. È una simmetria importante che ci accomuna anche se realizziamo cose diverse. 

Emozionarsi non è poi così semplice ma la musica riesce sempre a essere contagiosa e coinvolgente. Oltre che un lavoro è una grande passione, Francesca per te, stai già pensando al prossimo progetto musicale? 

 Sì, da sempre c’è la musica nella mia vita, la prima cassetta l’ho comprata a sei anni e poi non mi sono più fermata!  Perché nella musica c’è vita e in base allo stato emotivo in cui siamo possiamo sentire una canzone in modo differente. Questo ci fa capire la capacità che hanno le melodie di arrivare direttamente alla nostra parte emotiva. È una magia! Essendo un po’ vulcanica non posso che risponderti di sì! Ho in mente uno spettacolo unico per l’anno prossimo. Spero di riuscire a tramutare questo sogno in realtà, quindi per scaramanzia non ti accenno niente ma ti aggiornerò. Molto presto, spero!
 

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