Glam Stories

La beauty blogger Samantha Colocci, «Se mi guardo allo specchio so chi sono a 45 anni»

29/09/2016

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A  40 anni non comincia la vita, ma solo una nuova fase dell’esistenza, come per un libro: il libro è la vita nella sua interezza, i capitoli sono le fasi della vita. Ci sono capitoli che dimentichi totalmente, altri che leggi in un colpo solo. E poi ci sono quelli densi, ricchi di dettagli e avvenimenti, confessa la fondatrice del seguitissimo beauty web magazine Don’t Forget The Mirror


dMichaela_K_Bellisario_glam40i Michaela K. Bellisario

Samantha la vita comincia davvero a 40 anni?

È decisamente il capitolo più interessante della vita, perché è quello della sintesi, del raccolto e della consapevolezza.

Hai appena compiuto 45 anni: un bilancio degli anta?

Mi sento molto produttiva, ho un lavoro che mi permette di esprimermi, un progetto che mi sorprende ogni giorno di più, con persone fantastiche, l’affetto dei cari e di amici sinceri: il “raccolto” sta andando bene.

Hai un blog-magazine molto seguito, Don’t forget the mirror, un nome, un concept, una storia di amiche…

Un progetto nato durante una cena, giocavamo alle associazioni mentali, uscì lo specchio, cos’era lo specchio? Da lì l’idea del blog, un altro blog?!? Quasi per gioco, lo abbiamo coltivato e continuiamo a seguirne l’evoluzione solo di notte, perché ogni persona che si dedica a “dfm” (e ciascuna di loro è una benedizione) ha un altro lavoro “ufficiale” e una vita complessa. Eppure ogni sera troviamo lo spazio, il tempo e la voglia di confrontarci.

Dal sogno di fare qualcosa di “nostro” al progetto concreto. Oggi più che mai che il confronto non è solo tra di noi ma con chi ci segue. Ed è come continuare idealmente quella cena. Condividiamo, ci raccontiamo, ci consigliamo…

La forza del tuo blog sta anche nel fatto che ami sottolineare persone che possano in qualche modo essere di esempio o ispirazione…

Lo specchio è anche la persona che incontriamo. E siccome capita di conoscere persone meravigliose che hanno idee o attività che fanno la differenza, per noi è un dovere parlarne! E le chiamiamo Beautiful mind…

Quali sono i temi che ti stanno più a cuore attraverso il tuo blog?

Lo specchio! Mi rendo conto che sembra superficiale, ma lo specchio è potentissimo. Non solo perché il suo significato e l’approccio cambiano da persona a persona, ma cambiano nella stessa persona anche a seconda del momento. Lo specchio può essere trappola, canaglia, strumento, riconoscimento e sicurezza e sono fasi della vita. Quando ero ragazza mi volevo più alta, più magra, più formosa, poi a un certo punto ho smesso di guardarmi, non mi sembrava importante il contenitore, ero spartana. E con questo mood ho lavorato per tantissimi anni nella moda, con distacco, come se non riguardasse. Però poi non mi riconoscevo nelle foto, perché non conoscevo il mio aspetto. Oggi mi curo di più, mi conosco, mi riconosco (con gli occhiali!) e mi faccio l’occhiolino quando mi guardo.

Se ti vedi allo …specchio chi vedi?

Se passo la notte insonne (spesso le idee mi vengono di notte), vedo uno straccio.  E in quel caso rossetto rosso, mi tira su il morale e l’aspetto.

Quali le lezioni più importanti nei tuoi primi 40 anni?

Fino a poco tempo fa pensavo che da ragazza mi ero lasciata condurre dalla corrente. Mi spiego: ho studiato giurisprudenza perché a 19 anni volevo essere paladina di giustizia. Poi per varie vicissitudini ho lavorato per mantenermi e sono rimasta nel settore moda anche dopo la laurea. Per un caso fortuito entro in una redazione.

Ecco fino a poco tempo fa mi sembravano pezzi sparsi e sparpagliati disordinatamente. Poi d’un tratto, è come se si fosse composto il puzzle e ho visto la figura intera magari un po’ astratta. Tutti i pezzi hanno trovato una collocazione e un ritorno, le esperienze e le cose imparate oggi mi tornano continuamente utili. Come se ci fosse un fil rouge. Come se tutti i pezzi fossero scelti, forse non troppo consapevolmente, ma scelti non condotti dalla corrente.

Ho imparato quanto è importante scegliere e perseverare nella realizzazione del proprio disegno.

Ho imparato anche che dopo i 40 mi devo mettere gli occhiali per leggere…

Il tuo più importante rituale di bellezza da condividere?

Tutti i giorni detersione, crema, trucco… tutti i giorni!

Make -up a 40 anni: cosa fare e cosa no.

Cosa fare:

Helena Rubistein diceva: “Non esistono donne brutte ma solo pigre”: uscire senza almeno un filo di trucco (mascara, correttore, fard, gloss) è solo un atto di pigrizia. E per me è cura non vanità.

Cosa no:

A 40 anni potremmo avere il sacro diritto di fare quello che desideriamo? Ho letto un articolo che diceva “assolutamente no alle paillettes dopo i 40”. Io le adoro, sono una gazza ladra e sai che c’è, me le metto pure di giorno!

Il tuo motto oggi

Mai come oggi posso dire: “I sogni sono fatti per i coraggiosi, per tutti gli altri ci sono i cassetti”

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