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Sposarsi a 30, 40 e 50 anni…: 5 consigli della wedding planner Elisa Daidone

03/09/2017

Prima di tutto i cartoncini d’invito, poi la scelta della location, gli anelli. Quindi, l’abito, poi i sandali, il make up, il trucco, il setting per la cena, la lista degli invitati. Se sposarsi è una scelta, organizzare un matrimonio è un lavoro. Intervista con Elisa Daidone, la nota wedding planner milanese   


di Michaela K. Bellisario

Sono una sposina attempata. O meglio over 40. A breve dirò “sì” a Pete, l’uomo della mia vita. Sono una single di ritorno e al matrimonio, dopo due lunghe e positive convivenze, ho iniziato a credere solo quando ho incontrato il mio futuro marito, un delizioso gentleman inglese che abita nel Norfolk, proprio dove si ritirano la regina Elisabetta II & Co.  

Sono fortunata. Soprattutto ho scoperto di essere parte di un trend

A quanto pare sono sempre di più le coppie che si sposano dopo gli anta. Nel calo generalizzato delle nozze, le coppie “adulte” invertono la rotta. Auguri, allora. Glam e felici a 40 anni. Eppure – lo confesso – mi auguro che sia il primo e l’ultimo matrimonio.

Ci sono davvero mille incombenze a cui pensare (“È normale”, mi hanno ripetuto per mesi le amiche) senza contare la necessità di tirare fuori notevoli doti diplomatiche. Per quanto si abbiano intorno esperti, specialisti, persone disponibili, ogni tappa è frutto di scelte ponderate. Perché poi l’ultima decisione spetta sempre agli sposi. Che finiscono per discutere anche tra loro. 

Coinvolgete… al minimo amiche & parenti!

«Il matrimonio è degli sposi e deve rispecchiare gli sposi, i loro gusti, le loro scelte, le loro personalità. È naturale che i familiari intervengano nel proporre opzioni, dare opinioni, suggerimenti, ma suggerisco alle coppie di essere sempre concentrati su ciò che desiderano loro, per vedere realizzato il matrimonio dei loro sogni», spiega Elisa Daidone, ideatrice della formula For Once In Your Life & Personal Wedding Planner.

Elisa, milanese, 37 anni, ha creato un’agenzia “tailor made” per l’organizzazione del matrimonio perfetto: realizza nozze su misura seguendo ogni step fino al fatidico “sì”, con un team di professionisti. Un po’ come uno stilista di haute couture che prepara la sfilata di stagione dopo mesi di preparativi. 

«Le nozze sono un evento one shot: deve essere predisposto tutto in modo preciso», sottolinea. «Divento l’alter ego degli sposi, penso al concept e poi mi occupo di tutto, dai materiali ai cartoncini d’invito, all’allestimento floreale: sono presente a ogni sopralluogo, non lascio mai la coppia da sola in questo importantissimo percorso”.

La wedding planner Elisa Daidone (ph Devid Rotasperti)

Sono più esigenti i 30enni o i 40enni?

«La differenza sostanziale sta nel fatto che a 30 anni emerge il concetto di matrimonio come festa da condividere anche in grande con i propri amici, mentre a 40 la cerchia di amicizie è più ristretta e i festeggiamenti sono più intimi. Il matrimonio per tutti è comunque il coronamento di mesi di preparazione e di dettagli che si uniscono e si armonizzano alla perfezione per creare una giornata e un evento indimenticabili. È pura vita, pura realtà, pura realizzazione di un sogno e come tale merita tutto il mio rispetto».

Qual è il trend attuale?

«Va di moda il country chic, tra le location preferite ci sono i laghi. Sono ambienti che si prestano molto bene al “grande giorno” grazie alle atmosfere romantiche. Sicuramente l’aspetto più importante è l’allestimento. Se realizzato in modo serio e intelligente fa diventare il matrimonio davvero un giorno speciale».

Le nozze più originali?

«Per una coppia milanese ho organizzato cerimonia e ricevimento in Liguria. Gli ospiti erano tutti in costume e infradito in spiaggia. Poi per il taglio della torta ci siamo trasferiti su uno scoglio. L’importante è che gli sposi siano sempre soddisfatti e a loro agio nelle scelte». 

Cinque consigli per non perdersi nel mare magnum dei preparativi.

«1 – Iniziare a pensare al matrimonio almeno un anno prima, con ampi margini di tempo; 2 – Concentrarsi sui propri desideri e sui propri bisogni, senza dimenticare di pianificare il budget; 3 – Affidarsi a professionisti seri, non c’è il secondo ciak; 4 – Rispettare le tempistiche per non ritrovarsi sorprese sgradevoli; 5 – Attenzione ai fornitori, verificare sempre la loro credibilità.  

Ph Devid Rotasperti

E vissero felici e contenti: la mia testimonianza

Pete e io siamo andati d’accordo per tutta l’organizzazione del wedding. Abbiamo puntato su una festa di campagna in stile Fandango, come il primo, memorabile, film di Kevin Costner. Con un party pop dopo il taglio della torta. Fin qua tutto bene. Siamo scivolati sui testi dei brani, come due adolescenti. Desideravo Every Breath you take di Sting, l’emblema – ho sempre pensato – del romanticismo; lui mi ha tirato fuori un’intervista della Bbc in cui l’ex Police sosteneva che fosse una canzone su stalker e squilibrati, ossessionati da una donna. Risultato: il dj ha cancellato quattro volte la playlist. Evviva gli sposi.

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