Glam Stories

Ecco come Tiziano Ferro (a sua insaputa) mi ha insegnato la gratitudine

07/02/2017

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Oggi su un vecchio numero di Vanity Fair che avevo in casa, ho letto un’intervista a Tiziano Ferro. Non ho mai amato particolarmente le sue canzoni, ma lui – per quanto non abbia mai avuto modo di conoscerlo personalmente – mi è sempre sembrato una persona di spessore. Oltre che molto elegante. Ed eleganti erano anche le sue risposte, tra le quali mi ha colpito una in particolare: «Bisogna sempre essere grati di quello che si ha, soprattutto nei momenti difficili. Io stilo sempre una lista di cose di cui sono grato, mi aiuta moltissimo». 

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di Annalisa Misceo per Glam40

 

Di solito, detesto la frase “smettila di lamentarti e guarda tutte le cose belle che hai”. È facile, dall’esterno, sia pronunciarla, sia metterla in pratica. Ma quando sei nel mare in tempesta e sei aggrappato a un tronco di legno, sentirsi dire “pensa al fatto che hai i polmoni per respirare”, o peggio ancora “pensa che almeno non sei affogata, ritieniti fortunata”, non è di grande aiuto, anzi. Lo sai da sola che hai i polmoni e che sei fortunata a non essere affogata, ma sei comunque lì nel mare in tempesta e devi cercare di non farti sovrastare dalle onde.

Inutile anche sminuire tutto, credendo di rendere la cosa più leggera: il classico “stai facendo una tempesta in un bicchier d’acqua” in certi casi, è vero, può aiutare, ma in altri ha come unica conseguenza quella di aggiungere alle proprie ansie anche il senso di colpa nei confronti di chi combatte battaglie ben più difficili, per l’ingratitudine verso la vita, che con te, in questa situazione, è ben più magnanima. 

La cosa più giusta da dire, perciò, sarebbe “coraggio, sai nuotare, ce la puoi fare ad arrivare a riva”.

Ma è molto difficile che qualcuno te lo dica, perciò te lo devi dire da sola. Ecco, ho capito che la lista di Tiziano Ferro ha questa funzione: parlare con te stessa e dirti “forza, tu sai nuotare, non puoi affogare”. 

Non mi trovo in una fase particolarmente facile della mia vita. È un momento impegnativo, di scelte difficili, di decisioni da prendere, di pressioni esterne che si scontrano con pulsioni interne. Di preoccupazioni e vecchi pensieri che ritornano. Ogni mattina mi alzo con l’ansia di non farcela e mi metto su l’armatura per arrivare fino a sera. «Siamo tutte combattenti», diceva la mia amica Wondy (lei, che aveva una battaglia ben più dura e difficile da affrontare), «ma siamo supereroi».

Non so se sono un supereroe, anzi sono quasi certa di non esserlo, e non so volare.

Ma so nuotare. E questa è stata la prima cosa che ho messo nella mia lista. So scegliere. So chi sono e soprattutto so quello che voglio. Di questo sono grata. E ne sono grata a me stessa, per la prima volta nella mia vita. Ho capito che se prima la forza la trovavo all’esterno, nell’altro da me – la mia famiglia, le mie amiche, l’università – oggi ho visto finalmente che ho già dentro di me tutte le risorse che mi servono. Risorse frutto degli errori, dei fallimenti, dei grandi dolori provati e delle delusioni, ma anche dei successi ottenuti, della fatica fatta e ricompensata, delle prove superate, e dell’aver imparato a dare e a ricevere amore.

Trovare la forza in me stessa significa entrare in empatia con gli altri

Sì,  perché ho capito anche che trovare la forza in me stessa non vuol dire autarchia sentimentale, ma essere capace di riconoscere chi mi è sempre davvero accanto, di comprendere i suoi problemi e le sue difficoltà e di poterlo aiutare e sostenere a mia volta, quando ne ha bisogno. Ho visto dove ho sbagliato e ho visto dove hanno sbagliato con me. Cercherò di non ripetere i miei errori e di non compiere con chi mi è vicino quelli che ho rimproverato a chi in passato (non) è stato vicino a me. E anche di questa promessa, fatta a me stessa e a chi amo, sono grata.

Chissà dove mi porta ora la vita

Tutto questo non mi tira fuori dalla tempesta, naturalmente. Sono ancora lì, aggrappata a quel tronco d’albero e la certezza di arrivare a riva non ce l’ho. Non sono neanche certa che la riva dove (e se) approderò sarà la meta agognata o quella che vorrei evitare. O magari la vita mi sorprende e mi porta su un’altra spiaggia del tutto nuova e inaspettata. Del resto, anche Cristoforo Colombo era partito per raggiungere le Indie e poi ha scoperto l’America.

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